La fondazione Mozilla ha annunciato il rilascio della versione 1.0 di Open Badges, un sistema open source di verifica e condivisione delle competenze acquisite in maniera formale o informale.
Mentre i sistemi e le opportunità di apprendimento, sia online che offline, sono sempre più vari e diffusi, i tradizionali sistemi di certificazione, come gli attestati ed i diplomi, non sembrano più essere sufficienti per mostrare le competenze che le persone effettivamente possiedono. D'altra parte altri sistemi alternativi di certificazione delle competenze hanno mostrato limiti sia in termini di dispersività che di credibilità.
Il progetto Open Badges intende dimostrare che la risposta risiede proprio nell'utilizzo dei badge digitali, nella possibilità di collezionarli in un unico spazio personale (il backpack), nella loro densità informativa (che rende verificabile l'effettivo contenuto dell'apprendimento) e nella possibilità di condividerli in diversi contesti (ad esempio sui social network, su siti di ricerca d'impiego o sul proprio sito web). Attualmente sono 600 le organizzazioni - tra cui Intel, Nasa, Disney - che adottano lo standard Open Badges, per un totale di 62.000 badges emessi.
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domenica 7 aprile 2013
sabato 19 gennaio 2013
Un documento sulle Smart Cities dall'Agenzia per l'Italia Digitale.
Il documento “Architetture informative per le Comunità Intelligenti: visione concettuale e raccomandazioni alla pubblica amministrazione”, è stato curato dall'Agenzia per l’Italia Digitale anche attraverso una consultazione pubblica. La legge di conversione del decreto crescita, d.l. 179/2012, recepisce le indicazioni contenute nel documento che inoltre definisce il contesto di riferimento per la costruzione della Piattaforma nazionale delle comunità intelligenti (art.20, comma 9 del d.l. 179/2012) e fornisce utili elementi per una visione integrata e coerente del paradigma Smart City. Via Agenzia per l'Italia Digitale.
martedì 23 ottobre 2012
Gamification nella PA: un caso dalla Finlandia
Uno dei temi ricorrenti di questo Blog è il Crowdsourcing applicato alla PA. In un precedente post abbiamo visto che, quando un progetto richiede poca creatività e coordinamento, ma solo ore di lavoro, il crowdlabor può essere d'aiuto segmentando il progetto in migliaia di compiti piccoli e semplici e distribuendolo tra migliaia di volontari. A questo punto il problema può essere motivare le persone a svolgere queste micro-attività. E' in situazioni come questa che può intervenire la Gamification, ovvero l'utilizzo di dinamiche proprie del gioco, di meccanismi ludici, per risolvere problemi o per raggiungere degli obiettivi anche in contesti non di gioco. Chi gioca ad un videogioco compie centinaia o migliaia di micro attività con il solo scopo appunto di divertirsi. E se le micro attività del videogioco coincidessero con obiettivi di pubblica utilità?
La National Library of Finland
Ecco un esempio di utilizzo dei meccanismi di Crowdsourcing e di Gamification in una pubblica amministrazione: la National Library of Finland è la più grande e antica biblioteca scientifica in Finlandia. Più di quattro milioni di pagine del suo patrimonio librario sono già state digitalizzate, tramite meccanismi programmi che riconoscono automaticamente il testo. Non si tratta solo di libri ma anche di mappe, pagine di giornali e altri documenti.
Tutto questo materiale digitalizzato deve essere affinato e indicizzato per essere reso accessibile online e quindi disponibile a tutti. Per fare questo la National Library ha deciso di ricorrere alla gamification: chiunque può partecipare a due videogiochi online, Mole Hunt e Mole Bridge, contribuendo, nel corso delle partite, a riconoscere le parole, rendendo quindi più accurate la trascrizioni dei testi digitalizzati. Successivamente saranno implementate ulteriori funzionalità per rendere possibile l'etichettatura delle immagini e la strutturazione dei documenti.
Primi risultati e sviluppi futuri
In venti mesi - il progetto è online dal febbraio 2011 - sono state 109.000 le persone che hanno visitato il sito, contribuendo a circa 7.900.000 microattività, dedicando complessivamente 447.000 minuti di lavoro al progetto.
"Ulteriori funzionalità del programma - dice Kai Ekholm, Direttore della National Library of Finland - permetteranno alle persone interessate ad una particolare area di selezionare il materiale relativo ad un argomento specifico. Se vuoi approfondire, ad esempio, l'evoluzione dell'industria mineraria in Finlandia, digitalizzare testi su quell'argomento potrà diventare ancora più interessante."
Il link
http://www.digitalkoot.fi/en/splash
giovedì 11 ottobre 2012
Ted Conference: un'amministrazione Open Source
"Viviamo in un'era cambriana di grandi dati, di social network e abbiamo l'opportunità di riprogettare queste istituzioni (il governo e la burocrazia n.d.r.) che sono in realtà abbastanza recenti. Pensateci: quali altri settori conoscete, quale altro settore dell'economia, in particolare uno grande come il settore pubblico, che non cerca di reinventare il suo modello di business regolarmente? Certo, investiamo molto in innovazione. Investiamo nella banda larga, nella scienza dell'educazione e in finanziamenti per la scienza, ma investiamo veramente troppo poco nel reinventare e riprogettare le istituzioni che abbiamo".
Beth Noveck - Ted Conference giugno 2012
Una recente Ted Conference - del giugno 2012 - che sviluppa il tema dell'Open Government. La relatrice, Beth Noveck, esperta di istituzioni e tecnologie, ha fondato e condotto, tra le altre, l'iniziativa White House Open Government.
Nei suoi lavori, Beth Noveck esplora l' Open Government partendo dal presupposto che non si tratti semplicemente di liberare dati da database, ma di creare modi significativi con cui i cittadini possono collaborare con i loro governi.
Il link alla conferenza sul sito TED
Beth Noveck - Ted Conference giugno 2012
Una recente Ted Conference - del giugno 2012 - che sviluppa il tema dell'Open Government. La relatrice, Beth Noveck, esperta di istituzioni e tecnologie, ha fondato e condotto, tra le altre, l'iniziativa White House Open Government.
Nei suoi lavori, Beth Noveck esplora l' Open Government partendo dal presupposto che non si tratti semplicemente di liberare dati da database, ma di creare modi significativi con cui i cittadini possono collaborare con i loro governi.
Il link alla conferenza sul sito TED
lunedì 1 ottobre 2012
La nuova normativa sulle Reti d'impresa
Il Decreto Sviluppo 2012, ha apportato delle modifiche molto importanti al contratto di rete.
Con il contratto di rete piu' imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacita' innovativa e la propria competitivita' sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o piu' attivita' rientranti nell'oggetto della propria impresa.
Con gli interventi del Decreto Sviluppo 2012, è stata modificata la forma e la pubblicità del contratto - che ora può essere anche firmato digitalmente - è stato disciplinato il fondo patrimoniale comune e l'eventuale organo comune destinato a svolgere attività anche commerciale, infine si determina di procedere alla ricognizione di interventi agevolativi previsti dalle vigenti disposizioni applicabili alle imprese aderenti al contratto di rete.
Il testo coordinato dell'art.3 del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5 modificato dal Decreto sviluppo
domenica 29 aprile 2012
F3.0 Academy: cambiare paradigmi
Come si può indurre il cambiamento, l'innovazione e renderli duraturi? In questo video Ken Robinson, esperto di creatività, espone le sue idee su come farlo in un particolare sistema, quello educativo, ma come vedrete alcune di queste idee sono generalizzabili a molti altri sistemi, compresa la pubblica amministrazione.
Il video è parte di una serie di conferenze dell'RSA, Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce, organizzazione britannica dedita alla ricerca di soluzioni pratiche ed innovative alla nuove sfide sociali del XXI secolo.
Oltre che per via dei contenuti, il video è particolarmente interessante per le modalità di presentazione, buona visione.
Link al sito della RSA
Il video è parte di una serie di conferenze dell'RSA, Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce, organizzazione britannica dedita alla ricerca di soluzioni pratiche ed innovative alla nuove sfide sociali del XXI secolo.
Oltre che per via dei contenuti, il video è particolarmente interessante per le modalità di presentazione, buona visione.
Link al sito della RSA
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giovedì 19 aprile 2012
Convegno "Ricerca ed Innovazione in Europa nel Partenariato Pubblico-Privato".
L'Associazione Italiana Distretti Tecnologici organizza a Roma il prossimo 3 maggio un convegno dal titolo "Ricerca ed Innovazione in Europa nel Partenariato Pubblico-Privato".
La Commissione Europea intende utilizzare sempre più Partenariati Pubblici e Privati, poiché tali aggregazioni di imprese, istituti di ricerca, enti nazionali, regionali e locali, possono costituire degli ”ecosistemi" in grado di produrre ricerca di qualità, alta formazione ed innovazione.
In tale prospettiva i Distretti Tecnologici (Technology Clusters), sorti in molti paesi europei, con la loro struttura mista industriale ed accademica, pubblica e privata, possono svolgere un importante ruolo guida a livello locale, diventando i veri “luoghi” di attrazione, “laboratori” di innovazione e di intelligente crescita sostenibile.
Tutto ciò può essere realizzato solo se l’Europa, adotterà misure idonee per sostenere la partecipazione dei Distretti Tecnologici alle numerose attività del prossimo Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione (Horizon 2020).
Nella posizione italiana, presentata alla Commissione Europea, si propone di considerare i Distretti Tecnologici e le reti dei distretti come nuovi attori che possono contribuire alla crescita delle competitività delle regioni europee.
Il programma ed il form per la registrazione
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venerdì 13 aprile 2012
Nuova edizione della guida pratica ai finanziamenti UE per la ricerca e l'innovazione
La Commissione europea ha pubblicato la nuova edizione della "Guida pratica ai finanziamenti UE per la ricerca e l'innovazione".
Al momento è disponibile solo la versione in inglese.
New Practical Guide to EU Funding Opportunities for Research and Innovation
Al momento è disponibile solo la versione in inglese.
New Practical Guide to EU Funding Opportunities for Research and Innovation
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Una conferenza TED sulla pubblica amministrazione
Le TED conferences nascono negli Stati Uniti per diffondere idee innovative in vari campi, attraverso un format veloce ( le conferenze durano al massimo 18 minuti) e brillante (sono coinvolti di volta in volta i personaggi più innovativi del pianeta, dai guru della Silicon Valley a premi Nobel ad artisti).
Nella conferenza proposta nel video qui sotto, Jennifer Pahlka, programmatrice, attivista e promotrice di un programma innovativo per la PA americana, espone le sue idee e visioni sulla pubblica amministrazione, sulle app civiche e su come l'azione amministrativa possa salvare... gli opossum.
La conferenza di Jennifer Pahlka sul sito TED
TED: Ideas worth spreading
Nella conferenza proposta nel video qui sotto, Jennifer Pahlka, programmatrice, attivista e promotrice di un programma innovativo per la PA americana, espone le sue idee e visioni sulla pubblica amministrazione, sulle app civiche e su come l'azione amministrativa possa salvare... gli opossum.
La conferenza di Jennifer Pahlka sul sito TED
TED: Ideas worth spreading
martedì 3 aprile 2012
Social Impact Bond
Mi ha incuriosito un articolo del Corriere delle Comunicazioni in cui il coordinatore del gruppo di lavoro Smart Communities nella cabina di regia per l’Agenda digitale, Mario Calderini, parla di uno strumento finanziario, i Social Impact Bonds, per finanziare le Smart Communities.
Nell'intervista, i Social Impact Bonds vengono presentati come uno strumento attraverso il quale:
Credo infatti che si tratti di uno strumento che meriti la giusta attenzione da parte delle pubbliche amministrazioni: un metodo innovativo di finanziamento di interventi in settori finora ritenuti poco interessanti per gli investitori privati come quelli della prevenzione nel campo del sociale o del settore sanitario. Il principio alla base è semplice: se le azioni di prevenzione hanno successo, verrà raggiunto un determinato obiettivo sociale (meno reati, meno ricoveri per una determinata patologia ecc...) che ridurrà la portata del problema ed i costi per la pubblica amministrazione che istituzionalmente deve affrontare tale problema. Questo meccanismo genererà un'economia che permetterà anche di remunerare gli investimenti privati.
Ad esempio, nel caso di uno dei primi Social Impact Bond sperimentati in Gran Bretagna, su un programma di recupero di carcerati, gli investitori vengono ripagati solo nel caso in cui il livello di recidiva dei detenuti, sottoposti a specifici interventi di recupero, rimanga sotto il 7% nei sei anni successivi al loro reinserimento in società. Sotto quel livello infatti, diminuiscono sensibilmente i costi per le amministrazioni coinvolte direttamente ed indirettamente: l'amministrazione carceraria, i servizi sociali, l'amministrazione giudiziaria ecc... permettendo così di remunerare il capitale investito.
Sarebbe interessante immaginare e progettare gli sviluppi dei Social Impact Bonds integrandoli con un'altra tipologia di strumento, il Crowdfunding, già approfondito da Funzionario3.0.
Qualche link per approfondire:
L'articolo sul Corriere delle comunicazioni
A Technical Guide to Developing Social Impact Bonds
I risultati del primo anno di attuazione di un programma di Social Impact Bonds
Un articolo sul Guardian
La pagina in italiano su Wikipedia
Nell'intervista, i Social Impact Bonds vengono presentati come uno strumento attraverso il quale:
"(...)il capitale raccolto da investitori privati viene utilizzato per realizzare programmi che si propongono di ottenere specifici risultati sociali, come nel caso della smart communities. La logica su cui si basa il social impact bond è che gli interventi così finanziati costino meno degli interventi che il servizio pubblico dovrebbe mettere in atto con fondi propri, con un ingente risparmio per la pubblica amministrazione, risparmio poi utilizzato per remunerare gli investitori privati."In effetti non si trova molta documentazione neppure in rete, dato che si tratta di uno strumento molto recente: le prime azioni pilota, in Gran Bretagna e successivamente negli Stati Uniti, risalgono al 2010. Ho quindi pensato di realizzare e mettere in rete la versione italiana della pagina inglese di Wikipedia che tratta dell'argomento.
Credo infatti che si tratti di uno strumento che meriti la giusta attenzione da parte delle pubbliche amministrazioni: un metodo innovativo di finanziamento di interventi in settori finora ritenuti poco interessanti per gli investitori privati come quelli della prevenzione nel campo del sociale o del settore sanitario. Il principio alla base è semplice: se le azioni di prevenzione hanno successo, verrà raggiunto un determinato obiettivo sociale (meno reati, meno ricoveri per una determinata patologia ecc...) che ridurrà la portata del problema ed i costi per la pubblica amministrazione che istituzionalmente deve affrontare tale problema. Questo meccanismo genererà un'economia che permetterà anche di remunerare gli investimenti privati.
Ad esempio, nel caso di uno dei primi Social Impact Bond sperimentati in Gran Bretagna, su un programma di recupero di carcerati, gli investitori vengono ripagati solo nel caso in cui il livello di recidiva dei detenuti, sottoposti a specifici interventi di recupero, rimanga sotto il 7% nei sei anni successivi al loro reinserimento in società. Sotto quel livello infatti, diminuiscono sensibilmente i costi per le amministrazioni coinvolte direttamente ed indirettamente: l'amministrazione carceraria, i servizi sociali, l'amministrazione giudiziaria ecc... permettendo così di remunerare il capitale investito.
Sarebbe interessante immaginare e progettare gli sviluppi dei Social Impact Bonds integrandoli con un'altra tipologia di strumento, il Crowdfunding, già approfondito da Funzionario3.0.
Qualche link per approfondire:
L'articolo sul Corriere delle comunicazioni
A Technical Guide to Developing Social Impact Bonds
I risultati del primo anno di attuazione di un programma di Social Impact Bonds
Un articolo sul Guardian
La pagina in italiano su Wikipedia
mercoledì 21 marzo 2012
Nuovi modelli di Business per la PA: il caso Crowdculture.se.
In un momento di particolare ristrettezza di fondi pubblici, può essere interessante andare alla ricerca di nuovi modelli di business anche per la Pubblica Amministrazione.
Il Crowdfunding, ad esempio, è una modalità di finanziamento dal basso che ha permesso l'avvio di numerose startup grazie a piattaforme online che raccolgono micro finanziamenti e li fanno convergere verso le iniziative più interessanti.
In effetti, girando un po' per la rete, si scopre che qualche pubblica amministrazione sta già provando a mutuare queste modalità.
Crowdculture.se, ad esempio, è un nuovo sito di crowdfunding per progetti artistici e creativi. Il sito lavora grosso modo come altri siti di crowdfunding, tranne che per il fatto che la piattaforma mixa finanziamenti privati e pubblici.
Da questo punto di vista, la piattaforma può anche essere vista come un'alternativa ai tradizionali sistemi di concorso pubblico, che innova sia le modalità di presentazione dei progetti, sia la fase di selezione, sia quella di finanziamento.
Ci si può iscrivere a Crowdculture per caricare il proprio progetto culturale, richiedendo un finanziamento; come sostenitore per almeno tre mesi, decidendo via via, in tempo reale, quale iniziativa sostenere tra quelle caricate sulla piattaforma; ci si può infine iscrivere come finanziatore e creare un fondo a cui i creativi possono chiedere supporto, stabilendo i criteri che i progetti debbono avere per poter chiedere un aiuto.
L'innovazione più rilevante consiste comunque nel fatto che è la comunità di Crowdculture a decidere come destinare la quota di finanziamento pubblico: questa infatti è determinata da quanto è forte il sostegno dei privati.
Il meccanismo della competizione tra i progetti è evidentemente il deterrente più forte ad eventuali comportamenti opportunistici, tuttavia a disincentivarli ulteriormente contribusicono anche le regole che stabiliscono che vengano finanziati solo i progetti che riescono a raggiungere il 100% del finanziamento e che le quote di entrata dei sostenitori privati (50 sek al mese per almeno tre mesi) siano comunque a fondo perduto e che quindi, se non viene raggiunto il target del 100%, contribuiscano al finanziamento di altri progetti.
La piattaforma è in fase di test dalla primavera del 2010 e finora la stanno utilizzando tre regioni svedesi: la regione di Blekinge, quella di Southern Småland ed il comune di Sörmland. Da questo primo test sta comunque emergendo che la gestione di un progetto su Crowdculture è molto più economica di quella in cui la selezione e la valutazione delle iniziative da finanziare siano svolte in maniera tradizionale ed affidate, ad esempio, ad una commissione di esperti, rendendo più efficace ed efficiente la spesa pubblica. Un ulteriore vantaggio, connesso specificatamente alla partecipazione dei cittadini al cofinanziamento ed alla scelta delle iniziative da finanziare, consiste anche nel maggiore interesse e nel maggiore coinvogimento rispetto alle iniziative stesse, oltre che naturalmente al maggior coinvogimento finanziario dei privati.
Crowdculture.se
Il Crowdfunding, ad esempio, è una modalità di finanziamento dal basso che ha permesso l'avvio di numerose startup grazie a piattaforme online che raccolgono micro finanziamenti e li fanno convergere verso le iniziative più interessanti.
In effetti, girando un po' per la rete, si scopre che qualche pubblica amministrazione sta già provando a mutuare queste modalità.
Crowdculture.se, ad esempio, è un nuovo sito di crowdfunding per progetti artistici e creativi. Il sito lavora grosso modo come altri siti di crowdfunding, tranne che per il fatto che la piattaforma mixa finanziamenti privati e pubblici.
Da questo punto di vista, la piattaforma può anche essere vista come un'alternativa ai tradizionali sistemi di concorso pubblico, che innova sia le modalità di presentazione dei progetti, sia la fase di selezione, sia quella di finanziamento.
Ci si può iscrivere a Crowdculture per caricare il proprio progetto culturale, richiedendo un finanziamento; come sostenitore per almeno tre mesi, decidendo via via, in tempo reale, quale iniziativa sostenere tra quelle caricate sulla piattaforma; ci si può infine iscrivere come finanziatore e creare un fondo a cui i creativi possono chiedere supporto, stabilendo i criteri che i progetti debbono avere per poter chiedere un aiuto.
L'innovazione più rilevante consiste comunque nel fatto che è la comunità di Crowdculture a decidere come destinare la quota di finanziamento pubblico: questa infatti è determinata da quanto è forte il sostegno dei privati.
Il meccanismo della competizione tra i progetti è evidentemente il deterrente più forte ad eventuali comportamenti opportunistici, tuttavia a disincentivarli ulteriormente contribusicono anche le regole che stabiliscono che vengano finanziati solo i progetti che riescono a raggiungere il 100% del finanziamento e che le quote di entrata dei sostenitori privati (50 sek al mese per almeno tre mesi) siano comunque a fondo perduto e che quindi, se non viene raggiunto il target del 100%, contribuiscano al finanziamento di altri progetti.
La piattaforma è in fase di test dalla primavera del 2010 e finora la stanno utilizzando tre regioni svedesi: la regione di Blekinge, quella di Southern Småland ed il comune di Sörmland. Da questo primo test sta comunque emergendo che la gestione di un progetto su Crowdculture è molto più economica di quella in cui la selezione e la valutazione delle iniziative da finanziare siano svolte in maniera tradizionale ed affidate, ad esempio, ad una commissione di esperti, rendendo più efficace ed efficiente la spesa pubblica. Un ulteriore vantaggio, connesso specificatamente alla partecipazione dei cittadini al cofinanziamento ed alla scelta delle iniziative da finanziare, consiste anche nel maggiore interesse e nel maggiore coinvogimento rispetto alle iniziative stesse, oltre che naturalmente al maggior coinvogimento finanziario dei privati.
Crowdculture.se
mercoledì 14 marzo 2012
Codice dell'Amministrazione Digitale: lo stato di attuazione
Un interessante documento, elaborato da DigitPA ed aggiornato al 28 febbraio scorso, fa il punto sullo stato di attuazione del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), in particolare per quanto riguarda le regole tecniche e le linee guida, fondamentali per concretizzare le innovazioni introdotte dal Codice.
Quadro sinottico sullo stato di attuazione del CAD
Quadro sinottico sullo stato di attuazione del CAD
martedì 13 marzo 2012
Autovalutazione nella PA: il modello CAF.
Migliorare un'organizzazione è un compito complesso. Partire da un'autovalutazione può essere particolarmente efficace in quanto può contribuire a chiarire gli obiettivi, identificare i progressi già conseguiti, promuovere e condividere le buone pratiche nelle diverse aree organizzative, coinvolgere il personale nel processo di miglioramento. Inquadrare il processo di autovalutazione nel quadro logico della Qualità totale fornisce inoltre un'insieme di strumenti e metodi rigorosi e ampiamente sperimentati in contesti pubblici e privati.
Il Common Assessment Framework (CAF – Griglia Comune di Autovalutazione) è uno strumento di Total Quality Management ispirato dal modello di eccellenza EFQM della European Foundation for Quality Management (EFQM) e dal modello Speyer della German University of Administrative Sciences.
Il CAF è il risultato della cooperazione tra i Ministri responsabili delle funzioni pubbliche dell’Unione Europea. E’ stato sviluppato sotto l’egida dell’ IPSG (Innovative Public Services Group), un gruppo di lavoro di esperti nazionali istituito dai Direttori Generali delle funzioni pubbliche allo scopo di promuovere attività di scambio e cooperazione in materia di politiche innovative di modernizzazione del settore pubblico negli Stati Membri.
Il CAF si presenta come uno strumento di facile utilizzo pensato per introdurre le pubbliche amministrazioni all’uso di tecniche di gestione della qualità finalizzate al miglioramento della performance.

Dal punto di vista operativo, si tratta di una griglia di autovalutazione strutturata attorno a nove criteri che descrivono un'organizzazione. I Criteri da 1 a 5 si riferiscono ai fattori abilitanti (leadership, personale, politiche e strategie, partnership e risorse): ciò che l’organizzazione fa e l’approccio utilizzato per conseguire i risultati prefissati. Con i criteri da 6 al 9 vengono misurati e valutati i risultati ottenuti relativamente ai cittadini/clienti, al personale, alla società e alle performance chiave, attraverso misure di percezione e indicatori di funzionamento. Ciascun criterio è articolato in una serie di sottocriteri.
Sul portale PAQ - Pubblica Amministrazione di Qualità, sviluppato dal Dipartimento della Funzione Pubblica in collaborazione con Formez e Confindustria, Cittadinanzattiva, Ministero di Giustizia, Ministero della Pubblica Istruzione, Regioni e le amministrazioni locali - sono disponibili numerosi strumenti (format, questionari, matrici, esempi ecc...) per utilizzare la griglia di autovalutazione.
Vai alla pagina www.qualitapa.gov.it/autovalutazione/
Il Common Assessment Framework (CAF – Griglia Comune di Autovalutazione) è uno strumento di Total Quality Management ispirato dal modello di eccellenza EFQM della European Foundation for Quality Management (EFQM) e dal modello Speyer della German University of Administrative Sciences.
Il CAF è il risultato della cooperazione tra i Ministri responsabili delle funzioni pubbliche dell’Unione Europea. E’ stato sviluppato sotto l’egida dell’ IPSG (Innovative Public Services Group), un gruppo di lavoro di esperti nazionali istituito dai Direttori Generali delle funzioni pubbliche allo scopo di promuovere attività di scambio e cooperazione in materia di politiche innovative di modernizzazione del settore pubblico negli Stati Membri.
Il CAF si presenta come uno strumento di facile utilizzo pensato per introdurre le pubbliche amministrazioni all’uso di tecniche di gestione della qualità finalizzate al miglioramento della performance.

Dal punto di vista operativo, si tratta di una griglia di autovalutazione strutturata attorno a nove criteri che descrivono un'organizzazione. I Criteri da 1 a 5 si riferiscono ai fattori abilitanti (leadership, personale, politiche e strategie, partnership e risorse): ciò che l’organizzazione fa e l’approccio utilizzato per conseguire i risultati prefissati. Con i criteri da 6 al 9 vengono misurati e valutati i risultati ottenuti relativamente ai cittadini/clienti, al personale, alla società e alle performance chiave, attraverso misure di percezione e indicatori di funzionamento. Ciascun criterio è articolato in una serie di sottocriteri.
Sul portale PAQ - Pubblica Amministrazione di Qualità, sviluppato dal Dipartimento della Funzione Pubblica in collaborazione con Formez e Confindustria, Cittadinanzattiva, Ministero di Giustizia, Ministero della Pubblica Istruzione, Regioni e le amministrazioni locali - sono disponibili numerosi strumenti (format, questionari, matrici, esempi ecc...) per utilizzare la griglia di autovalutazione.
Vai alla pagina www.qualitapa.gov.it/autovalutazione/
mercoledì 22 febbraio 2012
Decreto semplificazioni
Decreto 5/2012 Semplifica Italia
E' stato pubblicato il 9 febbraio in Gazzetta Ufficiale il decreto legge sulla semplificazione e lo sviluppo (Dl 5/2012), approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 3 febbraio 2012.
La PA è interessata dal DL in vari ambiti, in particolare con la definizione di una Agenda digitale e con le modifiche apportate al codice dei contratti.
Oltre alla lettura del testo originale possono essere interessanti alcuni approfondimenti:
Il sole 24 ore pubblica un calendario delle misure.
Lavoripubblici.it riassume le modifiche al codice dei contratti, considerando anche quelle assunte con gli altri provvedimenti di inizio 2012 ( il decreto sulle liberalizzazioni e la legge 3/2012)
Infine, Formez.it sintetizza il provvedimento e le sue ricadute su cittadini, imprese e pa
E' stato pubblicato il 9 febbraio in Gazzetta Ufficiale il decreto legge sulla semplificazione e lo sviluppo (Dl 5/2012), approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 3 febbraio 2012.
La PA è interessata dal DL in vari ambiti, in particolare con la definizione di una Agenda digitale e con le modifiche apportate al codice dei contratti.
Oltre alla lettura del testo originale possono essere interessanti alcuni approfondimenti:
Il sole 24 ore pubblica un calendario delle misure.
Lavoripubblici.it riassume le modifiche al codice dei contratti, considerando anche quelle assunte con gli altri provvedimenti di inizio 2012 ( il decreto sulle liberalizzazioni e la legge 3/2012)
Infine, Formez.it sintetizza il provvedimento e le sue ricadute su cittadini, imprese e pa
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