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domenica 7 aprile 2013

Crowdsourcing: parere del Ministero del lavoro


Su istanza della Confindustria la Direzione Generale per l'attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha emesso un parere sul Crowdsourcing.
Il Ministero ha così chiarito che le società che si occupano di gestire siti internet di crowdsourcing non possono essere equiparate ad Agenzie per il lavoro e quindi non necessitano di autorizzazione preventiva da parte del Ministero.

Il testo completo dell'interpello

Crowdfunding - Regolamento Consob in consultazione fino al 30 aprile

Un altro passo avanti nell'attuazione del Crowdfunding in Italia. E' stato pubblicato, da parte della Consob, la bozza di regolamento in materia di “raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line”. 
Le osservazioni al regolamento dovranno essere inviate entro il 30 aprile.

Viene dunque dato seguito a quanto previsto dal decreto crescita bis (dl n.179 del 18 ottobre 2012).

Con l'implementazione di questo provvedimento l'Italia si pone all'avanguardia nel c.d. equity crowdfunding.
Tuttavia vanno segnalati alcuni limiti:
Il Decreto stabilisce infatti che possono essere svolte on-line sole le offerte di strumenti partecipativi al capitale di rischio (ivi incluse le quote di s.r.l.) emesse da start-up innovative (a contenuto tecnologico, ovvero in uno dei settori individuati dalla legge sulle imprese sociali).

Viene inoltre riservato lo svolgimento dell’attività di gestione di portali on-line per la raccolta di capitali a banche e imprese di investimento autorizzate alla prestazione dei relativi servizi di investimento e ai soggetti iscritti in un registro tenuto dalla Consob.

domenica 2 dicembre 2012

La mappa del crowdsourcing in Italia

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-12-01/fare-rete-creativo-conveniente-173124.shtml?uuid=AbbT3G8G

martedì 23 ottobre 2012

Gamification nella PA: un caso dalla Finlandia



Crowdsourcing, Crowdlabor e Gamification
Uno dei temi ricorrenti di questo Blog è il Crowdsourcing applicato alla PA. In un precedente post abbiamo visto che, quando un progetto richiede poca creatività e coordinamento, ma solo ore di lavoro, il crowdlabor può essere d'aiuto segmentando il progetto in migliaia di compiti piccoli e semplici e distribuendolo tra migliaia di volontari. A questo punto il problema può essere motivare le persone a svolgere queste micro-attività. E' in situazioni come questa che può intervenire la Gamification, ovvero l'utilizzo di dinamiche proprie del gioco, di meccanismi ludici, per risolvere problemi o per raggiungere degli obiettivi anche in contesti non di gioco. Chi gioca ad un videogioco compie centinaia o migliaia di micro attività con il solo scopo appunto di divertirsi. E se le micro attività del videogioco coincidessero con obiettivi di pubblica utilità?

La National Library of Finland
Ecco un esempio di utilizzo dei meccanismi di Crowdsourcing e di Gamification in una pubblica amministrazione: la National Library of Finland è la più grande e antica biblioteca scientifica in Finlandia. Più di quattro milioni di pagine del suo patrimonio librario sono già state digitalizzate, tramite meccanismi programmi che riconoscono automaticamente il testo. Non si tratta solo di libri ma anche di mappe, pagine di giornali e altri documenti.

Tutto questo materiale digitalizzato deve essere affinato e indicizzato per essere reso accessibile online e quindi disponibile a tutti. Per fare questo la National Library ha deciso di ricorrere alla gamification: chiunque può partecipare a due videogiochi online, Mole Hunt e Mole Bridge, contribuendo, nel corso delle partite, a riconoscere le parole, rendendo quindi più accurate la trascrizioni dei testi digitalizzati. Successivamente saranno implementate ulteriori funzionalità per rendere possibile l'etichettatura delle immagini e la strutturazione dei documenti.

Primi risultati e sviluppi futuri
In venti mesi - il progetto è online dal febbraio 2011 - sono state 109.000 le persone che hanno visitato il sito, contribuendo a circa 7.900.000 microattività, dedicando complessivamente 447.000 minuti di lavoro al progetto.

"Ulteriori funzionalità del programma - dice Kai Ekholm, Direttore della National Library of Finland - permetteranno alle persone interessate ad una particolare area di selezionare il materiale relativo ad un argomento specifico. Se vuoi approfondire, ad esempio, l'evoluzione dell'industria mineraria in Finlandia, digitalizzare testi su quell'argomento potrà diventare ancora più interessante."

Il link
http://www.digitalkoot.fi/en/splash

mercoledì 3 ottobre 2012

ChallengePost: un approccio crowdsourcing all'open government



Nel settembre 2009, la Presidenza degli Stati Uniti ha rilasciato la propria strategia per l'innovazione, chiedendo tra l'altro alle agenzie governative di incrementare la capacità di promuovere l'innovazione utilizzando come strumenti i premi ed i concorsi d'idee.   
In un memorandum del 2010, i potenziali benefici di questi strumenti vengono così elencati: 
sotto le giuste circostanze, ( i premi ed i concorsi ) possono permettere al governo di:
  • stabilire un obiettivo importante senza dover scegliere l'approccio o il team che abbia più probabilità di successo; 
  • pagare solo per i risultati; 
  • sottolineare l'eccellenza in un particolare campo per motivare, ispirare e guidare gli altri;
  • incrementare il numero e l'eterogeneità degli individui, organizzazioni e team che affrontano un particolare problema o sfida di significato nazionale o internazionale;
  • migliorare le competenze dei partecipanti ad una competizione;
  • stimolare gli investimenti privati per un ammontare molto più alto del valore del premio;
  • rafforzare la missione di un'agenzia federale attraendo più interesse ed attenzione ad un programma, ad un'attività o questione;
  • catturare l'immaginazione pubblica e cambiare la percezione su ciò che è ritenuto possibile.

L'Amministrazione incoraggia fortemente le agenzie a utilizzare premi e concorsi come strumenti per far avanzare l'open government, l'innovazione e la missione dell'agenzia. 
Il memo prometteva anche che l'amministrazione avrebbe realizzato entro i successivi quattro mesi, una piattaforma web per premi e concorsi.

E' così che nasce la piattaforma ChallengePost, per la pubblica amministrazione "fare business solo attraverso i classici contratti pubblici è inefficace" dice Brandon Kessler, fondatore e CEO di ChallengePost. "E' chiaro che, in questa economia, ognuno deve fare di più con meno. Non c'è niente, secondo me, di più efficace che stimolare le idee e le soluzioni da parte della collettività. Il governo non può essere bravo a fare qualsiasi cosa - perché non lasciare che persone con differenti competenze e idee possano avere un ruolo?".

Le competenze coperte attualmente da ChallengePost vanno dallo sviluppo software, alle azioni di comunità, alle statistiche, alla grafica ed alla fotografia.
Il Comune di New York ha utilizzato ChallengePost per  NYC Big Apps 3.0, un concorso che, con un montepremi di 50.000 $, ha chiesto agli sviluppatori software di realizzare applicazioni con gli open data relativi a New York.
La Edinburgh Napier University ha lanciato una sfida per raccogliere idee su come migliorare l'occupabilità dei propri studenti.

La piattaforma è disponibile gratuitamente per le agenzie federali ed ha attualmente più di 200.000 utenti e 100 concorsi aperti.


martedì 26 giugno 2012

Cinque modi di trasformare la sfera pubblica


Uno dei percorsi di questo blog è dedicato al crowdsourcing. Tale strumento sta ridefinendo la modalità di lavoro e la stessa essenza della pubblica amministrazione. Mi sembra interessante proporre il contributo, apparso pochi giorni fa sul blog govtech.com, di William D. Eggers e Rob Hamill, che definisce in maniera semplice le varie tipologie di crowdsourcing di cui può avvalersi la pubblica amministrazione. Ecco una sintesi tradotta in italiano (i link agli esempi alla fine del post): 

Rivolgersi ad un vasto gruppo di persone per risolvere dei problemi, prendere decisioni e generare idee in modo decentralizzato non è un concetto nuovo. I cambiamenti sociali e tecnologici hanno però reso tale processo più facile e diretto.
Tuttavia prima di percorrere questa strada , le organizzazioni governative debbono capire quali sono i cinque modelli fondamentali di crowdsourcing e le attività associate ad ognuna.

CROWDCOMPETITION: per le questioni che richiedono problem solving creativo, una gara a premi può incentivare tra i partecipanti l'individuazione di soluzioni e, durante il processo, si possono generare innovazioni inattese.
Volete guadagnare velocemente 1,5 milioni di dollari? Basta che troviate un modo per immagazzinare abbasta energia solare per far funzionare un veicolo lunare per 14 giorni al buio e la Nasa vi staccherà un assegno. Questa è una delle gare che la Nasa ha aperto negli ultimi anni. Attraverso questa modalità, l'agenzia spaziale ha accesso al talento e alle idee di individui altamente qualificati in tutto il mondo ad un costo relativamente modesto.

CROWDCOLLABORATION:alcune organizzazioni affrontano non solo problemi di creatività, ma anche di complessità. Quando i cittadini combinano idee e osservazioni, possono arrivare ad un livello di analisi  e a costruire una visione su un problema con un grado di specificità che la maggior parte dei burocrati possono solo sognare.
Una piccola cittadina californiana, Santa Cruz, ha affrontato tempo fa un improvviso e grave problema di budget. Attraverso una piattaforma online, la municipalità ha chiesto aiuto agli stessi cittadini. In questo modo è stato analizzato il bilancio, sono state proposte nuove idee e soprattutto è stato creato capitale sociale di cui ancora adesso può beneficiare la cittadina ed i suoi programmi di sviluppo.
La crowdcollaboration è ideale per costruire e condividere conoscenza, coordinare risposte ad emergenze e sviluppare politiche focalizzate e guidate dai cittadini.

CROWDVOTING:a volte, prima di prendere delle decisioni, un'organizzazione ha necessità di raccogliere conoscenza dalle persone che conoscono e vivono il problema. In questo contesto il sistema del voto è un mezzo per aggregare il giudizio collettivo e per dare un ordine alle idee.
Popularise ad esempio è una piattaforma, copre al momento tre città americane, che invita la popolazione a votare le idee su nuovi possibili usi di edifici vecchi o non più utilizzati. Facendo votare il pubblico, i pianificatori pubblici e privati sanno quali sviluppi guadagnerebbero più facilmente il supporto della popolazione locale.
Il crowdvoting è particolarmente utile per elaborare semplici decisioni e per dare un ordine alle diverse opzioni, ma non è sufficiente quando è necessario un coinvolgimento organizzativo più impegnativo.

CROWDLABOR:Alcuni compiti sono semplicemente noiosi. Quando un progetto richiede poca creatività e coordinamento, ma solo ore di lavoro, il crowdlabor può essere d'aiuto spezzandolo in migliaia di compiti piccoli e semplici.
Il comune di Geneva ha suddiviso il lavoro di registrazione delle proprietà pubbliche in micro attività e le ha poi riorganizzate in una piattaforma online simile ad un videogioco.
Le attività di crowd labor possono funzionare egregiamente per compiti quali la validazione di dati, la traduzione, il caricamento di dati e l'archiviazione digitale.

CROWDFUNDING:Il crowdfunding è forse il modo più semplice per coinvolgere le persone.
L'esempio più immediato è la raccolta fondi realizzata attraverso l'invio di  sms in occasione di una delle varie emergenze. Il potenziale del crowdfunding va oltre questo esempio e può includere il finanziamento di startup o di progetti individuali.

Comprendere la differenza tra i modelli e gli usi del crowdsourcing è un primo passo fondamentale per ogni agenzia governativa che voglia liberare il potere del crowd.
William D. Eggers e Rob Hamill 

Link:
Night Rover Challenge
Popularise
Geneva Project





giovedì 31 maggio 2012

Innovazione aperta nella Pubblica amministrazione: suggerimenti ed esempi


Nel video del precedente post  Shirky ha chiarito come alcuni problemi siano risolti meglio da un'infrastruttura collaborativa piuttosto che da una istituzione.
A volte, anche nella pubblica amministrazione, può essere utile ed efficace raccogliere non solo i contributi e le soluzioni istituzionali ma anche quelle generate da singoli cittadini coinvolti nel problema o da esperti esterni alla PA. Internet da un lato rende estremamente facile la partecipazione di tali soggetti ma dall'altro crea nuovi problemi di coordinamento di una massa di informazioni che può diventare di difficile gestione.
Per la PA risolvere questo dilemma può essere fondamentale e, come spiega Pahlka in un altro video postato su questo blog, può portarla a funzionare più come piattaforma collaborativa che come istituzione.

Coordinare i contributi: Crowdsourcing vs social media generico
Dal punto di vista pratico, una soluzione efficace per elaborare e coordinare i contributi e le proposte che si generano in rete può essere quella di utilizzare una piattaforma di crowdsourcing, in italiano potremmo definirla una piattaforma di partecipazione dal basso online.
In un interessante articolo, Ines Mergel,  (qui il link all'articolo in inglese) sintetizza efficacemente l'utilità di ricorrere a questi strumenti piuttosto che, ad esempio, affidarsi genericamente ai social media:
Utilizzando un approccio di crowdsourcing, la PA può usare la piattaforma per interpellare un gruppo, in genere non definito, di persone  (tutti i cittadini, potenziali fornitori o rappresentanti dell'industria, cittadini programmatori ecc...), così che molte persone possano contribuire alla soluzione di problemi complessi di governo. Le piattaforme di crowdsourcing aiutano a dirigere e coordinare i contributi dei cittadini ( o applicazioni degli sviluppatori, conoscenze di esperti, società ecc...) - che spesso sono disordinati e sovrabbondanti sui canali dei social media.
Questi meccanismi di innovazione aperta per creare soluzioni di gruppo sono spesso utili per questioni in cui la conoscenza degli esperti può non essere disponibile o troppo costosa. Tali meccanismi inoltre aiutano a migliorare la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini.
Il Crowdsourcing fornisce una piattaforma alle amministrazioni per coinvolgere direttamente i cittadini nel processo decisionale.

6 suggerimenti per un progetto di crowdsourcing
Nel suo articolo, Ines Mergel prova a definire alcuni suggerimenti per le amministrazioni che vogliono cimentarsi con un progetto di crowdosurcing:
  1. Inizia definendo bene il problema che i funzionari o i cittadini devono risolvere. La gara deve essere posta in linguaggio semplice, così che i non esperti possano capire immediatamente il problema.
  2. Sperimenta con gare interne prima di aprirle al pubblico. Queste gare di prova forniranno utili indicazioni per affinare la gara aperta al pubblico.
  3. Definisci gli incentivi per la partecipazione: possono essere premi in denaro o di altro tipo. La definizione degli incentivi dipende anche da quale comunità deve essere coinvolta (cittadini in genere? professionisti? fornitori?).
  4. Definisci un tempo limite e comunica la durata ed il tempo rimanente ai partecipanti. Avere una scadenza costituisce un incentivo a sottoporre la propria proposta.
  5. Crea un processo di valutazione trasparente: postare in maniera ben visibile sul sito gli step di valutazione e gli esperti coinvolti nel giudizio delle souzioni proposte;
  6. Comunica come è pianificata l'implementazione della soluzione.  Attraverso il processo di implementazione deve emergere il valore della soluzione elaborata in crowdsourcing. Quanti soldi sono stati risparmiati? Perché le procedure sono più veloci di prima?

Piattaforme ed esempi pratici
Per finire ecco un elenco, non esaustivo e che sarà via via arricchito, di piattaforme di crowdsourcing e di esempi di progetti realizzati da pubbliche amministrazioni.

Ideascale.com
http://opengov.ideascale.com/
http://adi.ideascale.com/

mindmixer.com
http://www.improvesf.com/
http://www.inspirelittleton.org/

uservoice.com
http://vancouver.uservoice.com/forums/56390-gc-2020
http://hudideasinaction.uservoice.com/forums/157894-input-on-the-housing-and-transportation-affordabil

crwodmap.com
https://genovamappe.crowdmap.com/
https://alerts.crowdmap.com/

Altre piattaforme:
http://nyc.changeby.us/
http://nextstopdesign.com/welcome

lunedì 28 maggio 2012

Istituzioni vs collaborazione

Meglio la risposta istituzionale o un'infrastruttura cooperativa? Clay Shirky, in questo Ted Talk, chiarisce i termini del problema.

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