Visualizzazione post con etichetta f3.0academy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta f3.0academy. Mostra tutti i post

martedì 7 maggio 2013

#capacitaistituzionale: una tavola periodica degli elementi

Cross Post da InnovatoriPA

In rete periodicamente vi sono alcuni termini che diventano dei veri fenomeni virali, in grado di propagarsi in breve tempo tra milioni di utenti. Nel gergo di internet questi termini vengono definiti meme. Se c'è un concetto, un meme,  che dovrebbe diventare virale nell'ambito della pubblica amministrazione è quello di #capacitaistituzionale
Alcuni giorni fa leggevo su innovatoripa un post sulla necessità di passare dal dire, dal teorizzare e proporre esempi, al fare. Ecco, questo passaggio ha a che fare con la capacità istituzionale.Parlare di capacità istituzionale significa infatti da un lato descrivere il bicchiere mezzo pieno e quindi quello che le pubbliche amministrazioni riescono (comunque) a fare. Ma per un altro verso significa parlare del bicchiere mezzo vuoto e provare a ragionare e ad agire per riempirlo.
glasshalffullUn tempo il ragionamento su come riempire il bicchiere mezzo vuoto della pubblica amministrazione era del tipo “chi può insegnarci le capacità per riempire il bicchiere?” Ora, grazie alla rete, il ragionamento è più del tipo “di quali oggetti abbiamo bisogno? Come possiamo costruirli insieme?”

Mentre scrivo penso ai tanti ambiti in cui questo ragionamento è diventato l'essenza stessa della capacità istituzionale: dalla costruzione e  gestione dei partenariati, alla condivisione ed elaborazione di dati pubblici, alla stessa realizzazione di infrastrutture: per costruire capitale sociale, informazioni ad alto valore aggiunto o infrastrutture per le smart cities, le pubbliche amministrazioni devono interrogarsi su quali nuovi beni pubblici debbano mettere a disposizione e su come attivarsi per co-produrli assieme ai cittadini, alle imprese e ad altre pubbliche amministrazioni. Quando il risultato è stato positivo è stato anche grazie al surplus cognitivo delle persone coinvolte: dipendenti, partner, cittadini attivi. 
Ma la rete definisce in modo nuovo anche i problemi oltre che le modalità per affrontarli: si pensi a quella che è stata definita un'overdose di informazioni – che poi genera information anxiety – sia a livello individuale, di singolo funzionario, sia a livello istituzionale: è questo uno degli ambiti in cui la capacità di lavorare insieme, in rete, condividendo dubbi, tentativi di risposta e di costruzione tra pari di oggetti informativi, può davvero essere uno strumento fondamentale.
Insomma, gli elementi che compongono la capacità amministrativa sono stati profondamente innovati e paradossalmente un problema di overdose informativa lo si affronta anche quando si tenta di dare un ordine agli elementi che, combinandosi tra loro, determinano un'azione amministrativa capace. 
Esiste una disciplina che ha individuato le modalità per scomporre in singoli elementi le storie ed i racconti: l'etnografia. Propp ad esempio ha individuato 31 funzioni, ricorrenti nelle narrazioni, che combinati tra loro possono ricostruire i racconti tradizionali. Nel caso della capacità istituzionale ho individuato 100 elementi ed ho provato a trovare un modo per ridurre l'information anxiety che un numero così elevato di componenti può generare. Un problema simile era stato affrontato da Mendeleev. Lui doveva dare ordine agli elementi chimici ed inventò la Tavola periodica degli elementi.
Nel nostro caso ecco invece la Tavola periodica della Capacità istituzionale:

Questo oggetto cognitivo può essere fruito in vari modi, voglio sottolinearne tre:

 1) Strumento di sistematizzazione degli elementi. 
Da questo punto di vista si tratta di un'infografica che da un ordine al campo di conoscenza della capacità istituzionale. Gli elementi sono organizzati, come nella tavola periodica originale, in gruppi verticali ed in blocchi che delimitano più gruppi. Così gli elementi che riguardano un argomento affine sono collocati vicini tra loro: abbiamo gli elementi di base (semplificazione, trasparenza, legalità), gli elementi legati al nuovo ciclo di programmazione dei fondi strutturali, gli strumenti (amministrazione digitale, comunicazione, strumenti finanziari) i soggetti d'ausilio alla capacità istituzionale, gli approcci di management, le capacità trasversali individuali e collettive ecc..

 2) Glossario e strumento di autoformazione. 
Attraverso questa modalità la tavola può essere utilizzata come strumento informativo o di autoformazione sui singoli elementi. Una sorta di Hub della conoscenza relativa alla capacità istituzionale. Ogni sigla è linkata ad una o più risorse online: quando disponibile la voce di Wikipedia, oppure a glossari specialistici. Il nome per esteso è invece linkato a risorse di approfondimento: siti web istituzionali, video, articoli.

 3) Strumento di social tagging.
L'utilizzo più interessante secondo me è impiegare le voci della tavola per etichettare, per taggare e condividere il materiale disponibile su internet (articoli, post, infografiche, voci di wikipedia ecc...) e formare un sistema di conoscenza costruito socialmente relativo alle capacità che le pubbliche amministrazioni possiedono o debbono costruire. Questo potrà essere oggetto di un'ulteriore evoluzione della tavola.

domenica 7 aprile 2013

Mozilla Open Badges 1.0

La fondazione Mozilla ha annunciato il rilascio della versione 1.0 di Open Badges, un sistema open source di verifica e condivisione delle competenze acquisite in maniera formale o informale.
Mentre i sistemi e le opportunità di apprendimento, sia online che offline, sono sempre più vari e diffusi, i tradizionali sistemi di certificazione, come gli attestati ed i diplomi, non sembrano più essere sufficienti per mostrare le competenze che le persone effettivamente possiedono. D'altra parte altri sistemi alternativi di certificazione delle competenze hanno mostrato limiti sia in termini di dispersività che di credibilità.
Il progetto Open Badges intende dimostrare che la risposta risiede proprio nell'utilizzo dei badge digitali, nella possibilità di collezionarli in un unico spazio personale (il backpack), nella loro densità informativa (che rende verificabile l'effettivo contenuto dell'apprendimento) e nella possibilità di condividerli in diversi contesti (ad esempio sui social network, su siti di ricerca d'impiego o sul proprio sito web). Attualmente sono 600 le organizzazioni - tra cui Intel, Nasa, Disney - che adottano lo standard Open Badges, per un totale di 62.000 badges emessi.

martedì 23 ottobre 2012

Gamification nella PA: un caso dalla Finlandia



Crowdsourcing, Crowdlabor e Gamification
Uno dei temi ricorrenti di questo Blog è il Crowdsourcing applicato alla PA. In un precedente post abbiamo visto che, quando un progetto richiede poca creatività e coordinamento, ma solo ore di lavoro, il crowdlabor può essere d'aiuto segmentando il progetto in migliaia di compiti piccoli e semplici e distribuendolo tra migliaia di volontari. A questo punto il problema può essere motivare le persone a svolgere queste micro-attività. E' in situazioni come questa che può intervenire la Gamification, ovvero l'utilizzo di dinamiche proprie del gioco, di meccanismi ludici, per risolvere problemi o per raggiungere degli obiettivi anche in contesti non di gioco. Chi gioca ad un videogioco compie centinaia o migliaia di micro attività con il solo scopo appunto di divertirsi. E se le micro attività del videogioco coincidessero con obiettivi di pubblica utilità?

La National Library of Finland
Ecco un esempio di utilizzo dei meccanismi di Crowdsourcing e di Gamification in una pubblica amministrazione: la National Library of Finland è la più grande e antica biblioteca scientifica in Finlandia. Più di quattro milioni di pagine del suo patrimonio librario sono già state digitalizzate, tramite meccanismi programmi che riconoscono automaticamente il testo. Non si tratta solo di libri ma anche di mappe, pagine di giornali e altri documenti.

Tutto questo materiale digitalizzato deve essere affinato e indicizzato per essere reso accessibile online e quindi disponibile a tutti. Per fare questo la National Library ha deciso di ricorrere alla gamification: chiunque può partecipare a due videogiochi online, Mole Hunt e Mole Bridge, contribuendo, nel corso delle partite, a riconoscere le parole, rendendo quindi più accurate la trascrizioni dei testi digitalizzati. Successivamente saranno implementate ulteriori funzionalità per rendere possibile l'etichettatura delle immagini e la strutturazione dei documenti.

Primi risultati e sviluppi futuri
In venti mesi - il progetto è online dal febbraio 2011 - sono state 109.000 le persone che hanno visitato il sito, contribuendo a circa 7.900.000 microattività, dedicando complessivamente 447.000 minuti di lavoro al progetto.

"Ulteriori funzionalità del programma - dice Kai Ekholm, Direttore della National Library of Finland - permetteranno alle persone interessate ad una particolare area di selezionare il materiale relativo ad un argomento specifico. Se vuoi approfondire, ad esempio, l'evoluzione dell'industria mineraria in Finlandia, digitalizzare testi su quell'argomento potrà diventare ancora più interessante."

Il link
http://www.digitalkoot.fi/en/splash

domenica 14 ottobre 2012

Strategia Europa 2020: il punto di Eurostat




Eurostat ha pubblicato un interessante report che fa il punto sugli obiettivi della strategia Europa 2020.

Nella pubblicazione, intitolata "Europe 2020 Strategy – towards a smarter, greener  and more inclusive EU economy?" vengono presentati  i cinque obiettivi quantitativi della strategia Europa 2020, mostrando per ogni indicatore il target per il 2020,  serie temporali e comparazioni tra la situazione dei singoli stati membri, dell'Unione Europea e, quando disponibili, dei paesi candidati, degli Stati Uniti e del Giappone.

Il documento in inglese, francese e tedesco

Gli obiettivi Europa 2020 per i paesi membri
Europa 2020 in Italia
Eurostat



giovedì 11 ottobre 2012

Ted Conference: un'amministrazione Open Source

"Viviamo in un'era cambriana di grandi dati, di social network e abbiamo l'opportunità di riprogettare queste istituzioni (il governo e la burocrazia n.d.r.) che sono in realtà abbastanza recenti. Pensateci: quali altri settori conoscete, quale altro settore dell'economia, in particolare uno grande come il settore pubblico, che non cerca di reinventare il suo modello di business regolarmente? Certo, investiamo molto in innovazione. Investiamo nella banda larga, nella scienza dell'educazione e in finanziamenti per la scienza, ma investiamo veramente troppo poco nel reinventare e riprogettare le istituzioni che abbiamo".
Beth Noveck - Ted Conference giugno 2012


Una recente Ted Conference - del giugno 2012 - che sviluppa il tema dell'Open Government. La relatrice, Beth Noveck,  esperta di istituzioni e tecnologie, ha fondato e condotto, tra le altre, l'iniziativa White House Open Government.
Nei suoi lavori, Beth Noveck esplora l' Open Government partendo dal presupposto che non si tratti semplicemente di liberare dati da database, ma di creare modi significativi con cui i cittadini possono collaborare con i loro governi.




Il link alla conferenza sul sito TED

domenica 7 ottobre 2012

Linea del tempo - Le modifiche al codice dei contratti nel 2012

Per tenere traccia delle modifiche che si sono susseguite nel 2012 al codice dei contratti pubblici, ho realizzato questa linea del tempo che sintetizza i principali provvedimenti.
Ogni box contiene i link al decreto legge ed alla legge di conversione (sulla banca dati normattiva.it) ed una panoramica sulle principali modifiche apportate dallo specifico provvedimento.


2012 Codcont Mod Tl

mercoledì 3 ottobre 2012

ChallengePost: un approccio crowdsourcing all'open government



Nel settembre 2009, la Presidenza degli Stati Uniti ha rilasciato la propria strategia per l'innovazione, chiedendo tra l'altro alle agenzie governative di incrementare la capacità di promuovere l'innovazione utilizzando come strumenti i premi ed i concorsi d'idee.   
In un memorandum del 2010, i potenziali benefici di questi strumenti vengono così elencati: 
sotto le giuste circostanze, ( i premi ed i concorsi ) possono permettere al governo di:
  • stabilire un obiettivo importante senza dover scegliere l'approccio o il team che abbia più probabilità di successo; 
  • pagare solo per i risultati; 
  • sottolineare l'eccellenza in un particolare campo per motivare, ispirare e guidare gli altri;
  • incrementare il numero e l'eterogeneità degli individui, organizzazioni e team che affrontano un particolare problema o sfida di significato nazionale o internazionale;
  • migliorare le competenze dei partecipanti ad una competizione;
  • stimolare gli investimenti privati per un ammontare molto più alto del valore del premio;
  • rafforzare la missione di un'agenzia federale attraendo più interesse ed attenzione ad un programma, ad un'attività o questione;
  • catturare l'immaginazione pubblica e cambiare la percezione su ciò che è ritenuto possibile.

L'Amministrazione incoraggia fortemente le agenzie a utilizzare premi e concorsi come strumenti per far avanzare l'open government, l'innovazione e la missione dell'agenzia. 
Il memo prometteva anche che l'amministrazione avrebbe realizzato entro i successivi quattro mesi, una piattaforma web per premi e concorsi.

E' così che nasce la piattaforma ChallengePost, per la pubblica amministrazione "fare business solo attraverso i classici contratti pubblici è inefficace" dice Brandon Kessler, fondatore e CEO di ChallengePost. "E' chiaro che, in questa economia, ognuno deve fare di più con meno. Non c'è niente, secondo me, di più efficace che stimolare le idee e le soluzioni da parte della collettività. Il governo non può essere bravo a fare qualsiasi cosa - perché non lasciare che persone con differenti competenze e idee possano avere un ruolo?".

Le competenze coperte attualmente da ChallengePost vanno dallo sviluppo software, alle azioni di comunità, alle statistiche, alla grafica ed alla fotografia.
Il Comune di New York ha utilizzato ChallengePost per  NYC Big Apps 3.0, un concorso che, con un montepremi di 50.000 $, ha chiesto agli sviluppatori software di realizzare applicazioni con gli open data relativi a New York.
La Edinburgh Napier University ha lanciato una sfida per raccogliere idee su come migliorare l'occupabilità dei propri studenti.

La piattaforma è disponibile gratuitamente per le agenzie federali ed ha attualmente più di 200.000 utenti e 100 concorsi aperti.


martedì 26 giugno 2012

Cinque modi di trasformare la sfera pubblica


Uno dei percorsi di questo blog è dedicato al crowdsourcing. Tale strumento sta ridefinendo la modalità di lavoro e la stessa essenza della pubblica amministrazione. Mi sembra interessante proporre il contributo, apparso pochi giorni fa sul blog govtech.com, di William D. Eggers e Rob Hamill, che definisce in maniera semplice le varie tipologie di crowdsourcing di cui può avvalersi la pubblica amministrazione. Ecco una sintesi tradotta in italiano (i link agli esempi alla fine del post): 

Rivolgersi ad un vasto gruppo di persone per risolvere dei problemi, prendere decisioni e generare idee in modo decentralizzato non è un concetto nuovo. I cambiamenti sociali e tecnologici hanno però reso tale processo più facile e diretto.
Tuttavia prima di percorrere questa strada , le organizzazioni governative debbono capire quali sono i cinque modelli fondamentali di crowdsourcing e le attività associate ad ognuna.

CROWDCOMPETITION: per le questioni che richiedono problem solving creativo, una gara a premi può incentivare tra i partecipanti l'individuazione di soluzioni e, durante il processo, si possono generare innovazioni inattese.
Volete guadagnare velocemente 1,5 milioni di dollari? Basta che troviate un modo per immagazzinare abbasta energia solare per far funzionare un veicolo lunare per 14 giorni al buio e la Nasa vi staccherà un assegno. Questa è una delle gare che la Nasa ha aperto negli ultimi anni. Attraverso questa modalità, l'agenzia spaziale ha accesso al talento e alle idee di individui altamente qualificati in tutto il mondo ad un costo relativamente modesto.

CROWDCOLLABORATION:alcune organizzazioni affrontano non solo problemi di creatività, ma anche di complessità. Quando i cittadini combinano idee e osservazioni, possono arrivare ad un livello di analisi  e a costruire una visione su un problema con un grado di specificità che la maggior parte dei burocrati possono solo sognare.
Una piccola cittadina californiana, Santa Cruz, ha affrontato tempo fa un improvviso e grave problema di budget. Attraverso una piattaforma online, la municipalità ha chiesto aiuto agli stessi cittadini. In questo modo è stato analizzato il bilancio, sono state proposte nuove idee e soprattutto è stato creato capitale sociale di cui ancora adesso può beneficiare la cittadina ed i suoi programmi di sviluppo.
La crowdcollaboration è ideale per costruire e condividere conoscenza, coordinare risposte ad emergenze e sviluppare politiche focalizzate e guidate dai cittadini.

CROWDVOTING:a volte, prima di prendere delle decisioni, un'organizzazione ha necessità di raccogliere conoscenza dalle persone che conoscono e vivono il problema. In questo contesto il sistema del voto è un mezzo per aggregare il giudizio collettivo e per dare un ordine alle idee.
Popularise ad esempio è una piattaforma, copre al momento tre città americane, che invita la popolazione a votare le idee su nuovi possibili usi di edifici vecchi o non più utilizzati. Facendo votare il pubblico, i pianificatori pubblici e privati sanno quali sviluppi guadagnerebbero più facilmente il supporto della popolazione locale.
Il crowdvoting è particolarmente utile per elaborare semplici decisioni e per dare un ordine alle diverse opzioni, ma non è sufficiente quando è necessario un coinvolgimento organizzativo più impegnativo.

CROWDLABOR:Alcuni compiti sono semplicemente noiosi. Quando un progetto richiede poca creatività e coordinamento, ma solo ore di lavoro, il crowdlabor può essere d'aiuto spezzandolo in migliaia di compiti piccoli e semplici.
Il comune di Geneva ha suddiviso il lavoro di registrazione delle proprietà pubbliche in micro attività e le ha poi riorganizzate in una piattaforma online simile ad un videogioco.
Le attività di crowd labor possono funzionare egregiamente per compiti quali la validazione di dati, la traduzione, il caricamento di dati e l'archiviazione digitale.

CROWDFUNDING:Il crowdfunding è forse il modo più semplice per coinvolgere le persone.
L'esempio più immediato è la raccolta fondi realizzata attraverso l'invio di  sms in occasione di una delle varie emergenze. Il potenziale del crowdfunding va oltre questo esempio e può includere il finanziamento di startup o di progetti individuali.

Comprendere la differenza tra i modelli e gli usi del crowdsourcing è un primo passo fondamentale per ogni agenzia governativa che voglia liberare il potere del crowd.
William D. Eggers e Rob Hamill 

Link:
Night Rover Challenge
Popularise
Geneva Project





giovedì 31 maggio 2012

Innovazione aperta nella Pubblica amministrazione: suggerimenti ed esempi


Nel video del precedente post  Shirky ha chiarito come alcuni problemi siano risolti meglio da un'infrastruttura collaborativa piuttosto che da una istituzione.
A volte, anche nella pubblica amministrazione, può essere utile ed efficace raccogliere non solo i contributi e le soluzioni istituzionali ma anche quelle generate da singoli cittadini coinvolti nel problema o da esperti esterni alla PA. Internet da un lato rende estremamente facile la partecipazione di tali soggetti ma dall'altro crea nuovi problemi di coordinamento di una massa di informazioni che può diventare di difficile gestione.
Per la PA risolvere questo dilemma può essere fondamentale e, come spiega Pahlka in un altro video postato su questo blog, può portarla a funzionare più come piattaforma collaborativa che come istituzione.

Coordinare i contributi: Crowdsourcing vs social media generico
Dal punto di vista pratico, una soluzione efficace per elaborare e coordinare i contributi e le proposte che si generano in rete può essere quella di utilizzare una piattaforma di crowdsourcing, in italiano potremmo definirla una piattaforma di partecipazione dal basso online.
In un interessante articolo, Ines Mergel,  (qui il link all'articolo in inglese) sintetizza efficacemente l'utilità di ricorrere a questi strumenti piuttosto che, ad esempio, affidarsi genericamente ai social media:
Utilizzando un approccio di crowdsourcing, la PA può usare la piattaforma per interpellare un gruppo, in genere non definito, di persone  (tutti i cittadini, potenziali fornitori o rappresentanti dell'industria, cittadini programmatori ecc...), così che molte persone possano contribuire alla soluzione di problemi complessi di governo. Le piattaforme di crowdsourcing aiutano a dirigere e coordinare i contributi dei cittadini ( o applicazioni degli sviluppatori, conoscenze di esperti, società ecc...) - che spesso sono disordinati e sovrabbondanti sui canali dei social media.
Questi meccanismi di innovazione aperta per creare soluzioni di gruppo sono spesso utili per questioni in cui la conoscenza degli esperti può non essere disponibile o troppo costosa. Tali meccanismi inoltre aiutano a migliorare la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini.
Il Crowdsourcing fornisce una piattaforma alle amministrazioni per coinvolgere direttamente i cittadini nel processo decisionale.

6 suggerimenti per un progetto di crowdsourcing
Nel suo articolo, Ines Mergel prova a definire alcuni suggerimenti per le amministrazioni che vogliono cimentarsi con un progetto di crowdosurcing:
  1. Inizia definendo bene il problema che i funzionari o i cittadini devono risolvere. La gara deve essere posta in linguaggio semplice, così che i non esperti possano capire immediatamente il problema.
  2. Sperimenta con gare interne prima di aprirle al pubblico. Queste gare di prova forniranno utili indicazioni per affinare la gara aperta al pubblico.
  3. Definisci gli incentivi per la partecipazione: possono essere premi in denaro o di altro tipo. La definizione degli incentivi dipende anche da quale comunità deve essere coinvolta (cittadini in genere? professionisti? fornitori?).
  4. Definisci un tempo limite e comunica la durata ed il tempo rimanente ai partecipanti. Avere una scadenza costituisce un incentivo a sottoporre la propria proposta.
  5. Crea un processo di valutazione trasparente: postare in maniera ben visibile sul sito gli step di valutazione e gli esperti coinvolti nel giudizio delle souzioni proposte;
  6. Comunica come è pianificata l'implementazione della soluzione.  Attraverso il processo di implementazione deve emergere il valore della soluzione elaborata in crowdsourcing. Quanti soldi sono stati risparmiati? Perché le procedure sono più veloci di prima?

Piattaforme ed esempi pratici
Per finire ecco un elenco, non esaustivo e che sarà via via arricchito, di piattaforme di crowdsourcing e di esempi di progetti realizzati da pubbliche amministrazioni.

Ideascale.com
http://opengov.ideascale.com/
http://adi.ideascale.com/

mindmixer.com
http://www.improvesf.com/
http://www.inspirelittleton.org/

uservoice.com
http://vancouver.uservoice.com/forums/56390-gc-2020
http://hudideasinaction.uservoice.com/forums/157894-input-on-the-housing-and-transportation-affordabil

crwodmap.com
https://genovamappe.crowdmap.com/
https://alerts.crowdmap.com/

Altre piattaforme:
http://nyc.changeby.us/
http://nextstopdesign.com/welcome

lunedì 28 maggio 2012

Istituzioni vs collaborazione

Meglio la risposta istituzionale o un'infrastruttura cooperativa? Clay Shirky, in questo Ted Talk, chiarisce i termini del problema.

mercoledì 23 maggio 2012

Nastri rossi e coccodrilli viola

Il nastro rosso
Iniziamo con il tagliare i nastri rossi. Non si tratta di inaugurare una qualche opera pubblica ma della traduzione letterale dall'inglese di "cut the red tape".
Red tape era infatti il nastro rosso con cui, nei paesi anglosassoni, tradizionalmente si tenevano insieme i documenti amministrativi relativi ad una pratica. Con l'espressione "red tape" si indica un eccesso di regole, il conformismo burocratico che impedisce o ritarda l'azione e l'adozione di decisioni.
"Cut the red tape" significa quindi letteralmente tagliare il nastro rosso o, fuori metafora, semplificare i processi amministrativi.

Red tape challenge
La sfida al nastro rosso è diventato in Gran Bretagna anche un esercizio di open government, di governo aperto al contributo dei cittadini. Sul sito http://www.redtapechallenge.cabinetoffice.gov.uk/ ogni cinque settimane viene individuato un tema di discussione e chiunque, nelle cinque settimane successive, può contribuire con osservazioni e proposte. Tutte le le regole di cui è stata proposta la cancellazione potranno sopravvivere solo se il ministero di competenza riuscirà a giustificarne la necessità. L'intero processo dura tre mesi.

Semplificare la politica di coesione 2014 2020
La richiesta di semplificazione in ogni caso è sentita a tutti i livelli. Lo ha sottolineato anche la Commissione Europea, nel presentare la politica di coesione per il nuovo periodo di programmazione 2014 2020: "la semplificazione è una delle richieste più popolari rivolte alla nuova politica di coesione.
La Commissione intende impegnarsi per soddisfare le aspettative di tutte le parti coinvolte. A causa delle differenze tra gli apparati amministrativi nazionali e tra le rispettive modalità di funzionamento è tuttavia chiaro che quella che viene percepita come semplificazione da alcuni Stati membri potrebbe essere considerata da altri come appesantimento burocratico. Occorre pertanto trovare un terreno comune su cui operare con flessibilità per semplificare la gestione della politica di coesione."

Lo scorso 8 febbraio la Commissione europea ha adottato una comunicazione sulla semplificazione in tutti i settori, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei soggetti coinvolti sugli aspetti chiave della semplificazione inclusi nelle proposte di regolamento per il prossimo quadro finanziario 2014-2020.

Per divulgare tale iniziativa inoltre è stato pubblicato un opuscolo in varie lingue, contente varie indicazioni operative sulla semplificazione della gestione dei fondi strutturali.
(qui a fianco la versione in italiano).



Ed il coccodrillo viola?
La semplificazione amministrativa evidentemente ha la capacità di creare metafore e forti immagini. Se in Gran Bretagna ed in generale nei paesi anglosassoni si usa la metafora del nastro rosso, in Olanda, grazie ad uno spot televisivo trasmesso nel 2005, si parla invece del coccodrillo viola.

Si tratta di uno spot che pubblicizzava una compagnia assicuratrice che appunto sosteneva di avere il proprio punto di forza nell'aver semplificato le proprie procedure amministrative.
Breve sintesi per chi non parla correntemente l'olandese: una madre e sua figlia si recano alla reception di una piscina. La madre spiega all'addetto che sua figlia ha dimenticato un coccodrillo viola gonfiabile in piscina. L'addetto da alla madre un modulo da compilare da entrambi i lati e la informa che la consegna potrà avvenire dal seguente giorno tra le 9 e le 10, mentre si vede il coccodrillo viola dimenticato dalla figlia in un angolo della reception. La madre allora indica che il coccodrillo viola in effetti è nella reception. L'addetto si limita ad annuire ma non fa altro.






giovedì 17 maggio 2012

5 esempi di infografica per la pubblica amministrazione

Il Cabinet Digital Office, nelle sue linee guida per lo sviluppo di servizi digitali, definisce il design come l'arte di rendere qualcosa più semplice da utilizzare. Un compito che può non essere facile, soprattutto quando questo qualcosa è immateriale, come un procedimento, un processo di lavoro, un concetto.

L'infografica può essere lo strumento di design adatto a questo scopo. Infatti questa tecnica, basata appunto sulla rappresentazione creativa delle informazioni con elementi visivi, tenta di rendere più semplice l'uso e l'apprendimento di dati, concetti, processi.

Perchè utilizzare l'infografica?
Risponde un'infografica di marketingtechblog:



Perchè utilizzare l'infografica nella pubblica amministrazione?
La pubblica amministrazione è fatta di processi, procedimenti, relazioni, dati. Spesso si tratta di oggetti complessi e quasi sempre complicati.
L'utilizzo di strumenti di infografica  fa semplicemente capire meglio l'amministrazione all'esterno e può anche facilitare la comunicazione interna.

Cinque esempi 
Ho selezionato cinque esempi - quattro in inglese ed uno in italiano - che mi sembrano molto efficaci per esemplificare possibili usi dell'infografica nell'amministrazione pubblica, con varie modalità (interattivi - statici - video) e per diverse funzioni. Eccoli di seguito:

1# Where does my money go?
 
Dove vanno a finire i soldi dei contribuenti britannici?
Funzione: Descrivere dati in maniera interattiva.

2# Logical Framework
Quali sono gli elementi di un quadro logico e le loro connessioni?
Funzione: descrivere un processo e le connessioni tra gli elementi.
Fonte:  numero 41 di Inforegio Panorama


3# Making Eu Law: The EU Legislation Tracker Infographic: Six Pack


Qual'è il procedimento legislativo dell'Unione Europea?
Funzione: descrivere un procedimento complesso.
Fonte: canale YouTube del Think Tank irlandese IIEA


#4 The EU Parliament and the threaty of Lisbon


Quali sono e cosa fanno le istituzioni dell'Unione Europea?
Funzione: Descrivere le funzioni di una o più istituzioni.
Fonte: instantknowhow


#5 Le Amministrazioni Pubbliche i dipendenti e le spese in Italia
Una panoramica su una serie di dati sulla pubblica amministrazione italiana e sui suoi dipendenti.
Funzione: rappresentare e comparare dati.
Fonte: L'infografico

venerdì 11 maggio 2012

Principi di Design per i servizi digitali della PA

Come progettare ed implementare i servizi digitali della PA? Per rispondere a questa domanda il Digital Cabinet Office ha formulato un interessante decalogo. Nella presentazione qua sotto ho realizzato una sintesi tradotta in italiano.

domenica 29 aprile 2012

F3.0 Academy: cambiare paradigmi

Come si può indurre il cambiamento, l'innovazione e renderli duraturi? In questo video Ken Robinson, esperto di creatività, espone le sue idee su come farlo in un particolare sistema, quello educativo, ma come vedrete alcune di queste idee sono generalizzabili a molti altri sistemi, compresa la pubblica amministrazione.
Il video è parte di una serie di conferenze dell'RSA, Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce, organizzazione britannica dedita alla ricerca di soluzioni pratiche ed innovative alla nuove sfide sociali del XXI secolo.
Oltre che per via dei contenuti, il video è particolarmente interessante per le modalità di presentazione, buona visione.

Link al sito della RSA

domenica 22 aprile 2012

Un Cluetrain Manifesto per la Pubblica Amministrazione


Il Cluetrain Manifesto
Nell'ormai lontano 1999, un gruppo di esperti di comunicazione formato da Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger, pubblicarono il Cluetrain Manifesto.

Con grande enfasi e con un linguaggio iperbolico, il Cluetrain Manifesto,attraverso 95 tesi - non a caso: 95 furono anche le tesi pubblicate da Lutero - analizza i cambiamenti nella comunicazione aziendale alla luce dell'affermarsi di internet e fa un vero e proprio invito all'azione per riformare i linguaggi ed i processi comunicativi e organizzativi delle imprese.
Le premesse sono semplici:  i mercati sono conversazioni e la comunicazione si svolge tra persone.
Il Cluetrain Manifesto negli anni è diventato per alcuni un testo - culto, per altri ha avuto un'eccessiva risonanza, in ogni caso ha avuto il merito di animare il dibattito sulla comunicazione d'impresa nell'era di internet ed anticipare alcuni fenomeni che, al tempo della prima stesura del documento si stavano appena delineando, come ad esempio quello della co-produzione.
Probabilmente l'aspetto più interessante del Manifesto è il fatto che esso sia una metafora e che, come molte metafore ben fatte, mettono in luce nuovi aspetti di un fenomeno o agevolano la riflessione su di esso.


Un Cluetrain Manifesto per la Pubblica Amministrazione
Mi sembrava interessante provare ad applicare la metafora del Cluetrain Manifesto anche alla Pubblica Amministrazione.
Nella rilettura che propongo, ho cercato di mantenere il senso delle 95 tesi, con alcuni accorgimenti metodologici, che per forza di cosa sono delle forzature e che potranno essere discusse commentando il documento allegato.
Per fare alcuni esempi:
  • quello che per il Cluetrain Manifesto sono i mercati nel nostro caso sono le azioni amministrative pubbliche, concetto che richiama quello di sussidiarietà orizzontale;
  • se per il Cluetrain Manifesto il rischio principale è quello dell'exit, dell'abbandono del cliente, per le PA il rischio è quello del voice, della protesta;
  • il Cluetrain Manifesto parla e fa parlare dei clienti delle imprese, la figura parallela di riferimento per la PA poteva essere identificata con l'utente, mentre io ho preferito individuarla nei cittadini. 
Le 95 tesi che ho intitolato "Cluetrain Manifesto della Pubblica Amministrazione" sono disponibili in un formato commentabile, ogni singola tesi può essere commentata direttamente nel testo disponibile a questo link:

Il Cluetrain manifesto della Pubblica Amministrazione




Il Cluetrain Manifesto originale

Il Cluetrain Manifesto in italiano


giovedì 19 aprile 2012

Lezioni d'Europa 2012: vent'anni di mercato unico

L'Unione Europea, attraverso il Partenariato di Gestione ha voluto avviare un programma per il rafforzamento dell'identità e dei valori europei attraverso azioni di comunicazione e diffusione al grande pubblico di temi e iniziative promosse dall'Unione Europea.
Nascono così le "Lezioni d'Europa", che nell'edizione 2012 prevede quattro appuntamenti. Il primo si è svolto lo scorso 16 aprile a Roma: il Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, ha tenuto la prima "lezione" del 2012 sul tema "Vent'anni di mercato unico".
La lezione successiva si terrà a Cosenza, il prossimo 13 giugno, avrà come tema la "Politica di coesione"e vedrà come relatore Fabrizio Barca, Ministro per la Coesione Territoriale.

La lezione d'Europa di Enzo Moavero Milanesi sul tema Vent'anni di mercato unico

Lezioni d'Europa

venerdì 13 aprile 2012

Una conferenza TED sulla pubblica amministrazione

Le TED conferences nascono negli Stati Uniti per diffondere idee innovative in vari campi, attraverso un format veloce ( le conferenze durano al massimo 18 minuti) e brillante (sono coinvolti di volta in volta i personaggi più innovativi del pianeta, dai guru della Silicon Valley a premi Nobel ad artisti).
Nella conferenza proposta nel video qui sotto, Jennifer Pahlka, programmatrice, attivista e promotrice di un programma innovativo per la PA americana, espone le sue idee e visioni sulla pubblica amministrazione, sulle app civiche e su come l'azione amministrativa possa salvare... gli opossum. 




La conferenza di Jennifer Pahlka sul sito TED


TED: Ideas worth spreading

Disqus for funzionario3puntozero